SAN GREGORIO D'IPPONA DOPO LA SECONDA GUERRA MONDIALE
 



Dal 1946 al 1956 a S. Gregorio D'Ippona fu eletto sindaco il geometra Vincenzo Valentini il quale, in una intervista,
riferisce che il Comune era disastrato anche perchè l'80% del patrimonio rurale era di proprietà del Barone Papero ed il
rimanente apparteneva a piccoli proprietari residenti a Vibo.
Il paese era privo di fognature e di strade asfaltate, la maggior parte della popolazione abitava in case di "bresti" prive
di servizi igienici o, ancora, nelle baracche costruite dopo il terremoto del 1905 e del 1908.
La sua politica mirò a risollevare la situazione economica del comune senza però gravare di tasse esose la parte più povera
della popolazione. Durante il suo mandato, come lui stesso afferma, furono realizzati diverse opere pubbliche e precisamente:
- nell'anno 1947 furono costruite 24 case popolari, dislocate nelle tre frazioni del Comune, usufruendo delle leggi per "
l'incremento della popolazione";
- nello stesso anno furono costruite, ancora, altre sei finanziate dell' U.R.R.A. CASA;
- nell'anno 1950 il paese fu servito di fognature, di energia elettrica e furono asfaltate le strade principali. Fu stanziato
un finanziamento di 50 milioni che permise la costruzione di altre 36 case popolari.
Il 12 luglio del 1951, su invito del sindaco Valentini, l'on. Restagno, segretario amministrativo della Democrazia Cristiana,
presenziò alla posa della prima PIETRA DEL COMPLESSO DI CASE POPOLARI: " san Gregorio, piccolo comune di due mila anime,
nascosto tra gli ulivi, sui declivi delle colline Vibonesi, che si affacciano nella valle del Mesima, ha vissuto la sua più
intensa giornata. Il Geometra Valentini, con molta modestia, afferma che "ha voluto fare il sindaco, non essere sindaco" e che
è riuscito nel suo intento anche perchè sostenuto nelle sue richieste, presso gli enti amministrativi locali e centrali, del
fratello Don Michele, Salesiano di grande cultura e di grande prestigio.