I Romani a S. Gregorio:  Reperti Archeologici
 
 Sotto il dominio dei Romani l'antico nome di Hipponion si Trasformò in quello di Vibo.
Quando i Romani scesero in Calabria si comportarono da conquistatori per cui gli abitanti dell' antica Hipponion si trasferirono sulla costa dove fondarono un nuovo centro abitato a cui fu dato il nome di Vibo, poi Vibona, Bibona e infine Bivona.Sulla collina si stabilirono invece i nuovi coloni Romani e l' insediamento prese il nome di Valentia.
In seguito avvenne la fusione dei due abitati in un unico municipio con nome di Vibo Valentia.
Questa città Romana non raggiunse però la potenza e la prosperità di Hipponion pechè i Romani, sopratutto nel primo periodo, sfruttavano la popolazione e la opprimevano punendola per l'iniziale, aspra resistenza.
Marco Tullio Cicerone venne a Vibona nel 71,58 e 44 a.C. ospite del suo amico Livio Sicca e ne conservò un ottimo ricordo tanto da definire la città ( nobile ed illustre ).
In quel periodo il meridione d' Italia, compresa Vibona, subì le invasioni dei barbari che sacchegiavano, brucarono case e villaggi ed infierirono con ferocia sulle popolazioni locali.
Dopo la morte di Augusto e la decadenza dell'impero Romano Vibona continuò ad essere una città vitale per la presenza del porto e per l' attività commerciale, mentre valentia divenne sempre meno popolata finchè dal II secolo d.C. non fu più nominata nei documenti del tempo.
In quel periodo anche il meridione d' Italia, compresa Vibona subì le invasioni degli Barbari che saccheggiarono, bruciarono case e villaggi ed infierirono con ferocia sulle popolazioni locali.
In una intervista il prof. MUlè così si riferisce circa l' attuale paese S. Gregorio : << avanzò un' ipotesi, il luogo sarà stato una "stazio" dei romani, attorno alla quale mano a mano sorse un villaggio costituito da artigiani e contadini>>.
Il sig. Thomas riferisce anche testimonianze, accertate da documentazione esistente presso il Museo di Vibo Valentia, dei resti di una villa romana in località Cariola nella proprietà Paparo; era una villa isolata probabilmente abitata da un grosso proprietario terriero.
Anche in località Monteverde nella scarpata sono stati rinvenuti resti ceramici. Nello Stesso luogo nel 1994 è stata recuperata anche una moneta in bronzo purtroppo non databile perchè l' usura del tempo l' aveva resa illeggibile ma dal peso e dal tipo di metallo si suppone di epoca romana.

DOMINAZIONE BIZANTINA: I MONACI BASILIANI



Nel 551 d.C. L'Italia liberata dai Goti passò la dominazione Bizantina governata dall'Imperatore di Oriente che in Calabria si potrasse fino al 1059 anno in cui i due fratelli Normanni, Roberto detto il Giuscardo e Ruggero detto il Bosso, si impadronirono di tutta la regione che, a causa delle invasioni barbariche, si trovava in uno stato di grave decadenza sociale ed economica unitemente a tutto l'Impero Romano D 'occidende.
Nonostante la politica di sfruttamento e di violenza dei Bizantini le condizioni economiche della Calabria nel primo periodo di tale dominazione erano floride tanto da essere considerata il giardino mediterraneo. Il relativo benessere fu determinato anche dall'arrivo dell'oriente di monaci, tra i quali si distinsero quelli dell'ordine di S, Basilio per l'operosità e per l'influenza esercitata sui costumi e sulla lingua locale, infatti si diffusero il culto o  il rito greco-bizantino.
I Basiliani conducevano una vita povera e contemplativa e a causa delle invasioni dei Saraceni, che hanno costituito un vero flagello per la popolazione del meridione durante la dominazione bizantina, stabilivano la loro dimora nell'entroterra dove vivevano da eremiti o in comunità. Spesso al loro cenobio si formarono piccoli villaggi costituite da famiglie di contadini.
Testimonianze della presenza di questi monaci nei dintorni di S. Gregorio nella valle di Paris, località attraversata dal fiume Cocaraccio al confine tra S. Costantino e S. Gregorio. In tale zona sono conosciute da antica memoria grotte scavate su ambedue i versanti delle alture che, molto probabilmente, costituivano la dimora dei monaci.
Dal IX secolo le incursioni dei Saraceni divennero sempre più frequenti e le forze bizantine deboli. Molte città furono distrutte e le popolazioni cercarono rifugio in montagna dove sorsero i nuovi villaggi.
Anche Vibona fu più volte saccheggiata e, addirittura, rasa al suolo nel 983, data la vicinanza, anche S. Gregorio molto probabilmente subì la ferocia dei saracena, infatti è rimasta nelle espressioni popolare traccia della violenza di detti predoni.